Un prestigioso accordo con le Gallerie degli Uffizi ha portato nel cuore di San Giovanni Valdarno otto capolavori assoluti di Giovanni Mannozzi (1592-1636), meglio noto come Giovanni da San Giovanni.
Gli otto tondi, concessi in deposito a lungo termine, sono esposti all’interno della splendida Sala Consiliare di Palazzo d’Arnolfo, arricchendo il percorso espositivo del Museo delle Terre Nuove. Questo straordinario prestito è frutto del successo della mostra “Bizzarro e Capriccioso umore”, realizzata nell’ambito del progetto Terre degli Uffizi, il cui allestimento ha saputo valorizzare appieno la luce e l’innovazione del pittore.
Passato alla storia come Giovanni da San Giovanni, il pittore emerge dal panorama del primo Seicento per il suo originale gusto neo-manieristico, per le sue pennellate sintetiche, per la freschezza dei suoi colori e per il suo particolare estro, tanto da portare Roberto Longhi a parlare di pittura proto-impressionistica. Tutto questo si manifesta in misura evidente nelle opere esposte al Museo delle Terre Nuove che valorizzano in modo peculiare la dimensione innovativa e luminosa della sua pittura.
Le otto opere, ciascuna con un diametro di 62 centimetri, furono dipinte a fresco su stuoia di giunchi intorno al 1634 per la Villa della Petraia a Firenze. Per la prima volta in serie, sono visibili al pubblico nella città natale del maestro.
Gran parte dei tondi attinge all’iconografia mitologica, tanto cara alla committenza medicea, ma reinterpretata dall’artista con una straordinaria dose di ironia, modernità e dolcezza. Ciascuna storia, pur permeata di pathos, viene presentata dal pittore in forma mite e quasi soave. Giovanni da San Giovanni sublima ogni tensione narrativa in favore di uno sguardo disteso e contemplativo, perfettamente allineato allo spirito e al gusto raffinato della corte dei Medici.






